Inquinamento dimezzato in pianura Padana

E’ eloquente l’animazione del satellite Copernicus Sentinel-5P che riprende la concentrazione delle sostanze inquinanti dal primo di gennaio all’11 marzo sull’Italia. Si nota una drastica riduzione dello smog ed in particolare del diossido di azoto sui grandi centri urbani, soprattutto sulla Pianura Padana. Gli inquinanti sono rimasti molto elevati fino a febbraio, a causa di una persistente area di alta pressione che ha impedito il rimescolamento dell’aria e la dispersione degli inquinanti. Dopo le misure restrittive adottate dal governo per il Coronavirus e al conseguente brusco calo del traffico la situazione è andata vistosamente migliorando.

Il comunicato recita: «il livello di biossido di azoto (NO2), uno dei principali inquinanti dell’atmosfera, nelle regioni della Pianura Padana ha subito nelle ultime settimane una forte riduzione, fino al 50%, a seguito delle misure introdotte dal Governo per fronteggiare l’emergenza Coronavirus». Il risultato, dice il Ministero, è frutto di uno studio elaborato da un team di esperti SNPA (Sistema nazionale di protezione ambientale), realizzato grazie a satelliti del programma Copernicus e di sistemi modellistici a scala nazionale e regionale sul territorio.

In particolare, sono stati analizzati gli effetti sulla qualità dell’aria delle misure di limitazione della mobilità adottate nelle regioni del Nord Italia già a partire dal 23 febbraio, poi estese a tutto il territorio nazionale a partire dall’11 marzo.
La «forte riduzione» degli inquinanti in atmosfera nelle regioni del Bacino Padano, in particolare del biossido di azoto, testimonia secondo gli esperti SNPA «l’esigenza di puntare al più presto su una nuova normalità».